Entrega del Premio Giuseppe Tomasi di Lampedusa

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Vídeo de la ceremonia de entrega del premio
Vídeo de la entrega del premio

A Javier Marias il Premio Tomasi di Lampedusa

Una manifestazione culturale oramai consolidata che si ripete nel comune di Santa Margherita Belice, nell’Agrigentino, da ben undici edizioni, con larga partecipazione di pubblico. Si tratta del premio letterario internazionale Giuseppe Tomasi di Lampedusa che quest’anno ha premiato lo scrittore spagnolo Javier Marias per il romanzo, edito Einaudi, Gli innamoramenti.

Un libro inquietante, come lo stesso scrittore l’ha definito, in cui, per la prima volta, nei suoi scritti la protagonista e’ una donna. L’idea de Gli innamoramenti “Nasce a partire dalla volontà di analizzare il sentimento di amore e vendetta come esperimenti ed esperienze estreme –ha detto lo scrittore Marias– Quasi al limite della follia”. Un noir metafisico e un caso letterario, quello dello scrittore spagnolo, che già nel 2012 in Spagna, aveva vinto il Premio Nacional de Narrativa assegnato dal Ministero della Cultura spagnolo come miglior opera letteraria pubblicata in una delle quattro lingue ufficiali riconosciute nel Paese. A causa dei tagli alla cultura decisi dal governo, però, Marías aveva rifiutato il premio di 20 mila euro. Una decisione che aveva fatto molto discutere, ma che rappresentava l’esempio di coerenza dell’autore: “In tutto questo tempo ho evitato le istituzioni dello Stato, senza curarmi del partito al potere –aveva commentato– Lo Stato non ha nulla da darmi per il mio compito di scrittore che ho scelto di mia propria iniziativa”.

Durante la serata, sul palco, Marias ha accennato un parallelismo tra Cervantes, scrittore spagnolo del ’600 e Tomasi di Lampedusa, entrambi, secondo l’autore spagnolo, sarebbero scrittori inaspettati. “Un’opera magistrale –ha detto Marias in riferimento all’opera di Lampedusa, durante la premiazione– Il Gattopardo e’ importante perché unico romanzo completo dell’autore, per essere apparso quando egli era già morto, quindi aver circolato nel mondo senza alcuna assistenza, per essere stato scritto da un isolano senza contatti con la letteratura pubblica. Per me e’ un romanzo sulla morte. La preparazione alla sua accettazione. Una parte della vita e, non la più importante”.

Madrina e conduttrice della serata e’ stata la presentatrice Rosanna Cancellieri. Ospite d’eccezione e’ stato l’attore Sebastiano Somma che ha letto alcuni passi del romanzo di Tomasi di Lampedusa e, che stasera sarà nuovamente sul palco del comune di Santa Margherita Belice per recitare alcuni brani del testo celebre, in questione. Presenti tra il pubblico anche il vescovo Domenico Mogavero, il rettore di Palermo, Roberto La Galla, gli assessori regionali Michela Stancheris e Patrizia Valenti.

L’edizione 2014 pero’ non e’ stata solo un evento letterario, ma anche musicale grazie alla presenza della voce raffinata di Fiorella Mannoia che ha chiuso la serata, omaggiando lo scrittore, vincitore del Premio, attraverso un midley di canzoni note al pubblico. La manifestazione si e’ affermata anche per le numerose iniziative che, proprio a partire da quest’anno potrebbero fungere da trampolino di lancio per gli eventi futuri, coinvolgendo gli altri comuni italiani. Presenti alla conferenza stampa erano infatti i sindaci dei comuni di Casarsa della Delizia in provincia di Pordenone, il comune di Santo Stefano Belbo in provincia di Cuneo, entrambi presenti in rappresentanza delle città che hanno dato i natali a scrittori celebri come Pier Paolo Pasolini e Cesare Pavese. L’iniziativa, come annunciata durante l’incontro con lo scrittore Marias, sarebbe quella di promuovere il territorio e la cultura attraverso i nomi di scrittori celebri. “Attraverso l’associazione nazionale città del vino – ha detto Iole Piscolla, responsabile del progetto New Art e Wine in Tuscany – abbiamo intenzione di implementare la coesione tra comuni soci e non in riferimento a nuovi prodotti turistici , attività e progetti tra i vari comuni italiani, che sono interessati a promuovere il profilo identitario, culturale del proprio territorio. Un modo per promuovere il turismo, attraverso il territorio e la letteratura”.

L’idea di fondo sarebbe infatti quella di creare un percorso culturale che abbracci le diverse esperienze artistiche delle diverse città italiane, partendo da un fil rouge che e’ quello fatto dai nomi di scrittori e poeti che hanno segnato la letteratura italiana.

“Cercheremo insieme agli altri comuni –ha detto Tanino Bonifacio, vice sindaco di Santa Margherita Belice– Di fare un percorso culturale che abbraccia diverse esperienze, diversi comuni e diverse realta’. Speriamo di incontrare il ministro Franceschini per fare insieme un percorso culturale e un protocollo di intesa che unisca i sindaci delle citta’ per promuovere lo sviluppo del territorio e sancire le linee di indirizzo, individuando i requisiti per creare un protocollo e un ampliamento dello stesso”.

MARGHERITA INGOGLIA

Sicilia Informazioni.com, 6 Agosto 2014

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Javier Marías vince il Premio Letterario Giuseppe Tomasi di Lampedusa

E’ stato accolto ieri all’Ars lo scrittore spagnolo Javier Marías, vincitore, con il suo nuovo romanzo Gli innamoramenti (Einaudi), del Premio Letterario Internazionale Giuseppe Tomasi di Lampedusa. A fare gli onori di casa nel giardino di Palazzo dei Normanni è stata la deputata regionale Margherita La Rocca, componente della commissione Cultura dell’Ars e assessore comunale nella “Città del Gattopardo”.

“Sono felicissima oggi –ha detto Margherita La Rocca a Javier Marías– di ospitarla qui in questo illustre e antico Parlamento e di ospitarla in questi giorni nel Comune di Santa Margherita di Belice. Ringrazio il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone che con tutto il Parlamento regionale e la Fondazione Federico II ha fortemente sostenuto il Premio Letterario Internazionale Giuseppe Tomasi di Lampedusa, che certamente rappresenta uno dei momenti culturali più importanti della Sicilia”.

L’autore spagnolo Javier Marías, vincitore Premio Letterario Internazionale Giuseppe Tomasi di Lampedusa, ha incontrato stamattina nel giardino di Palazzo dei Normanni i giornalisti insieme al presidente della Fondazione Federico II, Francesco Forgione, al sindaco di Santa Margherita di Belice, Franco Valenti e a Gioacchino Lanza Tomasi, presidente della giuria del premio. Marías ha affermato che il suo rapporto con il capolavoro dello scrittore siciliano Giuseppe Tomasi di Lampedusa è “molto antico, nato durante l’adolescenza” fino al punto da diventare oggi una sorta di “modello” non in sé stesso ma “come atteggiamento verso la scrittura”. “Sono onorato di ricevere questo premio –ha aggiunto Javier Marías– che porta il nome di uno degli autori per me più grandi del Novecento”.

“Siamo molto orgogliosi di ospitare un grande scrittore come Javier Marías. Il Premio –ha detto il sindaco di Santa Margherita di Belice Franco Valenti– è diventato negli anni patrimonio comune dell’intera cittadinanza. Incontrare e ascoltare le parole di uno scrittore di fama internazionale è un segnale di crescita culturale soprattutto per le giovani generazioni”.

La cerimonia di premiazione si svolgerà oggi martedì 5 agosto a partire dalle ore 20.45 in Piazza Matteotti a Santa Margherita di Belice, la serata sarà condotta dalla giornalista Rai Rosanna Cancellieri. Sul palco, oltre a Javier Marías, anche Fiorella Mannoia in acustico alcuni fra i più noti brani del suo repertorio musicale e Sebastiano Somma che leggera alcuni frammenti de Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

Comunicalo.it, 5 Agosto 2014

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Javier Marías in Sicilia, Margherita La Rocca Ruvolo fa gli onori di casa

L’autore spagnolo, vincitore Premio Letterario Internazionale Giuseppe Tomasi di Lampedusa ha incontrato nel giardino di Palazzo dei Normanni i giornalisti insieme al presidente della Fondazione Federico II

E’ stata la deputata regionale Margherita La Rocca, componente della commissione Cultura dell’Ars, a fare ieri gli onori di casa nel giardino di Palazzo dei Normanni dove è stato accolto lo scrittore spagnolo Javier Marías, vincitore -con il suo nuovo romanzo Gli innamoramenti (Einaudi)- del Premio Letterario Internazionale Giuseppe Tomasi di Lampedusa la cui premiazione si volgerà domani a Santa Margherita di Belice.

“Sono felicissima oggi di ospitarla qui in questo illustre e antico Parlamento e di ospitarla in questi giorni nel Comune di Santa Margherita di Belice. Ringrazio il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone che con tutto il Parlamento regionale e la Fondazione Federico II ha fortemente sostenuto il Premio Letterario Internazionale Giuseppe Tomasi di Lampedusa, che certamente rappresenta uno dei momenti culturali più importanti della Sicilia”.

L’autore spagnolo Javier Marías, vincitore Premio Letterario Internazionale Giuseppe Tomasi di Lampedusa ha incontrato ieri mattina nel giardino di Palazzo dei Normanni i giornalisti insieme al presidente della Fondazione Federico II, Francesco Forgione, al sindaco di Santa Margherita di Belice, Franco Valenti, a Gioacchino Lanza Tomasi, presidente della giuria del premio e al presidente dell’Istituzione Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Marías ha affermato che il suo rapporto con il capolavoro dello scrittore siciliano Giuseppe Tomasi di Lampedusa è “molto antico, nato durante l’adolescenza” fino al punto da diventare oggi una sorta di “modello” non in sé stesso ma “come atteggiamento verso la scrittura”.“

Agrigento Notizie, 5 Agosto 2014

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Javier Marías vince il “Tomasi di Lampedusa”. Amore e morte nel suo Gli innamoramenti

Javier Marías si è aggiudicato l’undicesimo Premio Tomasi di Lampedusa con il suo libro Gli innamoramenti. Per l’occasione lo scrittore e giornalista spagnolo ha riletto il grande capolavoro dello scrittore siciliano, Il Gattopardo: “Non mi è successo, come a volte capita, di rimanere deluso, ma credo che sia il più grande romanzo europeo del Novecento”, ha detto Marías, a Palermo.

Gli innamoramenti, definito “noir metafisico”, racconta di un omicidio. Ma la storia –è subito evidente– è più complicata di quello che appare e mentre la trama rimane sullo sfondo per affermarsi con forza soltanto verso le ultime pagine, Marías scava nell’animo degli uomini e delle donne che si trovano ad affrontare una morte.

Amore e morte, dunque. Due temi molto cari a Javier Marías. “Sono temi di tutti i tempi, universali – ha detto – ma bisogna continuare a parlarne. Parlarne con la lingua dei tempi. Il pubblico ce lo chiede”.

La premiazione avrà luogo martedì 5 agosto a Santa Margherita Belice, in provincia di Agrigento. Ospiti d’onore la cantante Fiorella Mannoia e l’attore campano Sebastiano Somma che interpreterà alcuni brani de Il Gattopardo, con la regia di Gaetano Stella.

MARIA TERESA CAMARDA

Sì 24.it, 4 Agosto 2014

premio tomasi di lampedusa, martedi' conferenza stampa con javier marìas

Javier Marías, premiado en Sicilia

El escritor español Javier Marías, que mañana recibirá el premio Giuseppe Tomasi di Lampedusa por su novela Los enamoramientos, publicada en España en 2011 y en Italia en 2013, denunció que “a nadie le interesa resolver” el conflicto israelí-palestino.

“Me temo que a nadie le interese resolver el conflicto entre Israel y Palestina, pero lo que me parece inadmisible es la desproporción de las fuerzas enfrentadas”, declaró Marías en una entrevista con ANSA.

Y agregó: “si alguien me amenazase por la calle no reaccionaría atacando porque de esta manera yo sería un agresor pero eso es exactamente lo que está haciendo Israel. No estoy de acuerdo con Hamas pero es obvio que Israel cuenta con el apoyo de Estados Unidos, que es la principal potencia mundial pero que no se atreve a criticarlo”.

Esta es la undécima edición del premio dedicado a la memoria del autor de El Gatopardo, que será entregado mañana en la ciudad de Palermo, en Sicilia, y que recompensa una novela publicada en Italia en los últimos doce meses.

Los enamoramientos
, que trata temas universales como el amor, la muerte y la verdad, fue definida “angustiante” por el hijo adoptivo de Tomasi di Lampedusa, Gioacchino Lanza Tomasi, miembro permanente del jurado del premio.

“Vivimos en una época en la que parece que nadie quiere cambiar las cosas y estamos sumergidos en una suerte de parálisis debida tal vez al hecho de que el poder verdadero actual está en las manos incontrolables de la finanza”, agregó el escritor español.

La España que Marías describe en el libro sigue esperando una recuperación de la economía que el Fondo Monetario Internacional asegura que ha comenzado “pero que todavía no es bien visible, con mucha desocupación y dos millones de familias sin rédito fijo y quien tiene la culpa? De todos, creo, del gobierno español, de Angela Merkel y de la Unión Europea”, reflexionó el escritor.

“Pero eso no significa que antes con Franco estábamos mejor -afirmó Marías-. Cuando él murió yo tenia 24 años y mi padre fue encarcelado durante el franquismo. Si Franco viviera yo no podría escribir los artículos que me publica El País pero es cierto que en una democracia es grave que todos piensen que es imposible cambiar las cosas pero eso es lo que está pasando en Europa”.

Sobre Italia declaró: “Me parece que sin Silvio Berlusconi ustedes están mejor”.

GLORIA RAVISA

ANSA, 4 Agosto de 2014

 

‘Los enamoramientos’, de Javier Marías, gana el Premio Tomasi di Lampedusa

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Los enamoramientos, de Javier Marías, ha sido distinguida con el premio literario internacional Giuseppe Tomasi di Lampedusa. El galardón, cuyo jurado está compuesto en esta edición por Salvatore Silvano Nigro, Giorgio Ficara y Mercedes Monmany, lo han recibido anteriormente escritores de la talla de Tahar Ben Jelloun, Claudio Magris, Amos Oz, Kazuo Ishiguro y Mario Vargas Llosa, entre otros. Los enamoramientos, traducida en italiano como Gli Innamoramenti, ha sido publicada en Italia por la editorial Einaudi. La ceremonia de entrega del premio, que celebra este año su undécima edición, tendrá lugar la noche del martes 5 de agosto en Sicilia.

Este premio internacional se suma al reconocimiento y al gran éxito de crítica y público que ha recibido Los enamoramientos (Alfaguara, 2011). En España, fue elegido mejor libro del año por Babelia, en 2011, y recibió el XIV Premio Qué Leer que otorgan los lectores de esta revista literaria. En el extranjero, Los enamoramientos ya se ha traducido a un total de 29 lenguas y ha sido finalista del National Book Critics Circle Award como mejor novela publicada en Estados Unidos en 2013. Además, fue seleccionada por el diario The New York Times entre las cien mejores obras de ficción de 2013. Las ediciones se han sucedido en países como Alemania, Francia, Holanda, Italia, Reino Unido y Estados Unidos.

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La próxima novela de Javier Marías, Así empieza lo malo, la publicará Alfaguara el 23 de septiembre de 2014 en lanzamiento simultáneo en todo el ámbito de la lengua castellana. Así empieza lo malo cuenta la historia íntima de un matrimonio de muchos años, narrada por su joven testigo cuando éste es ya un hombre maduro. Juan de Vere tiene 23 años, acaba de finalizar sus estudios y encuentra su primer empleo como secretario personal de Eduardo Muriel, un antaño exitoso director de cine, en el Madrid de 1980. Su trabajo le permite entrar en la privacidad de la casa familiar y ser espectador de una misteriosa desdicha conyugal.

Alfaguara, 15 de julio de 2014

«Sea lo que sea que creamos que vaya a suceder mientras leemos, estamos eligiendo pasar tiempo en compañía de un autor. En el caso de Javier Marías, se trata de una buena decisión; su mente es profunda, aguda, a veces chocante, a veces hilarante, y siempre inteligente.

The New York Times Book Review

«Es fácil entender por qué el nombre de Javier Marías se menciona a menudo en las discusiones sobre los potenciales ganadores del Premio Nobel de Literatura ya que Los enamoramientos aborda temas que atacan al corazón mismo de la condición humana. Marías entrelaza argumentos filosóficos, literatura clásica y conversaciones tanto reales como imaginadas que dan forma a una caleidoscópica obra de arte. Un libro para ser saboreado, discutido y releído.»

The Gazette

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Efe

El País

Abc

20 Minutos

Las Provincias

Revista Arcadia

El Universal

Más información

Premio Giuseppe Tomasi di Lampedusa a ‘Gli Innamoramenti’

 

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Premi: allo spagnolo Javier Marias il “Tomasi di Lampedusa”

“Un romanzo angosciante”. Così Gioacchino Lanza Tomasi, presidente della giuria della undicesima edizione del Premio letterario internazionale intitolato a “Giuseppe Tomasi di Lampedusa”, commenta il romanzo Gli Innamoramenti (Einaudi), opera dello scrittore Javier Marías, vincitore di questa edizione.

La cerimonia di premiazione, condotta dalla giornalista Rai Rosanna Cancellieri, si svolgerà la sera di martedì 5 agosto in Piazza Matteotti a Santa Margherita di Belìce. Sul palco della città del “Gattopardo”, oltre a Javier Marías, anche la cantante Fiorella Mannoia che eseguirà alcuni fra i brani più noti del suo repertorio e l’attore Sebastiano Somma che leggerà alcuni frammenti tratti dall’opera di Tomasi di Lampedusa.

“Una delle idee per l’Expo 2015 – commenta l’assessore regionale al Turismo, Sport e Spettacolo Michela Stancheris – è quella di raccontare il territorio partendo dalle personalità che hanno narrato la Sicilia, come Tomasi di Lampedusa. Un intreccio tra storia e territorio, promuovendo la Sicilia culturale”. Si parte dunque da Santa Margherita di Belìce, luogo tristemente noto per il terremoto del 1968, simbolo della Sicilia del feudo del mondo tomasiano. “Il Premio è diventato patrimonio comune dell’intera cittadinanza – spiega Franco Valenti, sindaco di Santa Margherita di Belìce -. Ascoltare le parole di uno scrittore di fama internazionale è un segnale di crescita culturale”.

Quest’anno il Premio punta sui giovani con una sezione didattica intitolata “L’officina del Racconto” in cui sono stati coinvolti studenti attraverso un laboratorio di scrittura legato ai Ricordi d’Infanzia del Tomasi. “Siamo convinti – aggiunge il vice sindaco e direttore del premio Tanino Bonifacio – che questa idea possa rappresentare un ulteriore passo in avanti per avvicinare i ragazzi alla cultura letteraria”. Alla cerimonia di premiazione parteciperà anche la giuria del Tomasi di Lampedusa, presieduta da Gioacchino Lanza Tomasi, e composta da Salvatore Silvano Nigro, Giorgio Ficara e Mercedes Monmany.

ANSA, 8 Luglio 2014

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Javier Marías vincitore della XI edizione del Premio Giuseppe Tomasi di Lampedusa

E’ Javier Marías, il vincitore della undicesima edizione del Premio letterario internazionale Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Lo scrittore spagnolo, che è anche traduttore, giornalista e saggista, si aggiudica il riconoscimento per il romanzo dal titolo Gli innamoramenti (Einaudi). La cerimonia di premiazione si svolgerà martedì 5 agosto (ore 20.45), in Piazza Matteotti a Santa Margherita di Belìce, la serata sarà condotta dalla giornalista Rai Rosanna Cancellieri. Sul palco della città del Gattopardo, oltre a Javier Marías, anche Fiorella Mannoia che eseguirà in acustico alcuni fra i brani più noti del suo repertorio musicale e Sebastiano Somma che leggerà frammenti tratti da Il Gattopardo. L’attore campano, noto al grande pubblico per le sue interpretazioni televisive, tornerà sempre sullo stesso palco anche l’indomani, e cioè mercoledì 6 agosto, alle 21,00 con un recital-spettacolo per immagini dedicato a Il Gattopardo per la regia di Gaetano Stella.

Il sindaco Franco Valenti: “Siamo molto orgogliosi di ospitare un grande scrittore come Javier Marías. Il Premio è diventato negli anni patrimonio comune dell’intera cittadinanza. Incontrare e ascoltare le parole di uno scrittore di fama internazionale è un segnale di crescita culturale soprattutto per le nuove generazioni”. E proprio sui giovani punta quest’anno il Premio con una sezione didattica intitolata “L’officina del Racconto”. “Abbiamo voluto coinvolgere gli studenti dell’Istituto Comprensivo Giuseppe Tomasi di Lampedusa di Santa Margherita – spiega il vice sindaco e direttore del Premio Tanino Bonifacio – attraverso un laboratorio di scrittura ispirato ai ricordi di infanzia del Tomasi. Sono una quindicina i racconti che abbiamo sottoposto all’attenzione della giuria del Premio, ed alcuni sono veramente emozionanti, il miglior componimento sarà premiato con una targa. Siamo convinti – conclude Bonifacio – che questa idea possa rappresentare un ulteriore passo in avanti per avvicinare i ragazzi alla lettura, alla cultura letteraria”.

Matteo Raimondi, presidente dell’Istituzione Giuseppe Tomasi di Lampedusa, punta sul territorio: “Il Premio è diventato un appuntamento importante non solo per Santa Margherita di Belìce ma per tutto il territorio siciliano. E evidente a tutti come negli ultimi anni il Premio sia cresciuto in maniera esponenziale. Sono migliaia le persone che partecipano alla cerimonia di premiazione, tutto ciò comporta una crescita culturale ma anche uno sviluppo economico per l’intero territorio delle Terre Sicane”. Alla cerimonia di premiazione del 5 agosto parteciperà anche la giuria del Tomasi di Lampedusa, presieduta da Gioacchino Lanza Tomasi, insieme al musicologo Salvatore Silvano Nigro, Giorgio Ficara e Mercedes Monmany.

Nelle precedenti edizioni il riconoscimento è stato assegnato a: Abraham B. Yehoshua con il romanzo La Sposa liberata (Einaudi), Tahar Ben Jelloun con Amori stregati (Bompiani), Claudio Magris con Alla cieca (Garzanti), Anita Desai con Fuoco sulla montagna (Einaudi), Edoardo Sanguineti con Smorfie (Feltrinelli), Kazuo Ishiguro con Notturni. Cinque storie di musica e crepuscolo (Einaudi), alla memoria di Francesco Orlando con La doppia seduzione (Einaudi), Valeria Parrella con Ma quale amore (Rizzoli), Amos Oz con Il Monte del Cattivo Consiglio (Feltrinelli) e Mario Vargas Llosa con Il sogno del Celta (Einaudi).

GuidaSicilia, 9 Luglio 2014

Entrevista con Gioacchino Lanza Tomasi
ALFONSO ARMADA
Abc, 19 de mayo de 2014

‘The Infatuations’, edición americana en bolsillo

The Inf KNOPF bolsillo

THE INFATUATIONS
JAVIER MARÍAS
Translated by Margaret Jull Costa
Vintage, April 22, 2014

“This is writing at its purest: elegant, stylish and subtle. The work of Javier Marías transcends such bromides as: “I couldn’t put it down!” It insists that you savor every word; that you stop and reflect on what you have just read; that you parse the sinuously snaking sentences for every nuance they reveal. It is a virtuosic performance that makes it obvious why such literary giants as Bolaño, Sebald, Coetze and Pamuk have lavishly sung his praises. You will understand why he is a shoe-in for the Nobel Prize. And, you will scratch your head in utter befuddlement at the lack of a wider audience for his work in America. Read it and be amazed.” —Conrad Silverberg

“Whatever else we may think is going on when we read, we are choosing to spend time in an author’s company. In Javier Marías’s case this is a good decision; his mind is insightful, witty, sometimes startling, sometimes hilarious, and always intelligent . . . The masterly Spanish novelist [has] a penetrating empathy.” —Edward St. Aubyn, on the cover of The New York Times Book Review

“The Infatuations is mysterious and seductive; it’s got deception, it’s got love affairs, it’s got murder—the book is the most sheerly addictive thing Marías has ever written . . . Marías is a star writer in Europe, where his best-sellers collect prizes the way Kardashians collect paparazzi. He’s been hailed in America, too, yet he’s never broken through like Haruki Murakami or Roberto Bolaño. This should change with his new novel, The Infatuations, which is the ideal introduction to his work.” —Fresh Air/NPR

“The work of a master in his prime, this is a murder story that becomes an enthralling vehicle for all the big questions about life, love, fate, and death.” —The Guardian

“Blindingly intelligent, engagingly accessible—it seems there’s nothing Marías can’t make fiction do . . . Marías’s rare gift is his ability to make intellectual jousting as suspenseful as the chase scenes in a commercial thriller.” —Kirkus Reviews

“A haunting masterpiece . . . The lasting challenge to literature is to achieve a satisfying marriage between high art and the low drives of a simple plot. The Infatuations is just such a novel . . . Just as Macbeth is a thriller that’s also a great tragedy, The Infatuations is a murder story that’s also a profound story of fatal obsession . . . Don Quixote was first published as long ago as 1620. I wouldn’t be surprised if The Infatuations soon acquired an equally devoted following.” —The Observer

“Extraordinary . . . Marías has defined the ethos of our time.” —Alberto Manguel, The Guardian

“Marías [is] a consummate stylist . . . Magic, stupendous.” —Booklist

“Absorbing and unnerving . . . A labyrinthine exploration, at once thrilling and melancholy, of the meanings of one man’s death—and a vivid testimony to the power of stories, for good or ill, to weave the world into our thoughts and our thoughts into the world.” —The Sunday Times (London)

“A novel that further secures Marías’s position as one of contemporary fiction’s most relevant voices.” —Publishers Weekly

“Hypnotic . . . The Infatuations plays off Marías’s enchantingly sinuous sentences. They suck you in and lull you along with their rhythm, which gives the unusual and palpable awareness of how masterfully Marías has made time itself his peculiar object of investigation . . . Powerful.” —Bookforum

“A masterpiece . . . Here, great literature once again shows its true face.” —ABC Cultural (Spain)

“Keeps us guessing until almost the last page. Yet what lingers in the reader’s mind is not the murder mystery, compelling though it is. Rather, it is the author’s examination of the ebb and flow of flawed relationships; the chances that bring us together and the fates (in this case, murderous intent) that pull us apart.” —Financial Times

“I ended up getting angry with myself for not having rationed the reading so it would last longer.” —El País

“Uniquely luminous . . . Like Beethoven, Marías is a brilliant escape artist . . . But Marías is original; he cannot help it.” —Times Literary Supplement (London)

The Infatuations is a metaphysical exploration masquerading as a murder mystery . . . Quietly addictive.” —Spectator

“Smart, thoughtful, morally challenging, and consistently surprising in its tense twists.”—Scotland on Sunday

“Haunting. . . . Evokes verbal puzzle-makers like Borges, and Marías’s ingenious chessboard plots bring to mind the 20th century’s grand-master strategist, Vladimir Nabokov.”—Los Angeles Times

“An arresting story of love and crime.”—San Francisco Chronicle

“The unspoken romance at the heart of Marías’s work is the recuperation of old-fashioned adventure within perfectly serious, cerebral contemporary fiction.”—The Daily Beast

“Great art often emerges from breaking, or at least tweaking, rules. A work that transcends its conventions can produce special results. Here’s such a book . . . The Infatuations takes you where very few novels do.”—Paste magazine

“A masterly novel . . . The classical themes of love, death, and fate are explored with elegant intelligence by Marías in what is perhaps his best novel so far . . . Extraordinary . . . Marías has defined the ethos of our time.”—The Guardian (UK)

“Marías has created a splendid tour de force of narrative voice. . . . A luminous performance.”—Wichita Eagle

“Javier Marías is a master of first lines. He’s a master of other things as well . . . All Marías books feel like chapters in one much longer book. And it’s one you should start reading, if you haven’t already.”—Slate

“Beyond the interesting ideas his work draws on, Marías’s novels are simply a pleasure to read . . . The Infatuations, containing the qualities of Marías’s best work, is an important addition to his oeuvre.”—The Millions

“Marías’s novel operates on so many levels simultaneously, it becomes a piece of evidence itself, an artifact that proves its own argument.”—The Onion, A. V. Club

“Marías’s novel weaves an intricate web, but its triumph is in the power of its narrator. Marías has found the ideal voice—detached, inquisitive, and vigilant—for one of his finest novels.”—Los Angeles Review of Books

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Everyone needs something to get through the day. For some, it’s faith. For others, drugs, shopping, sex, or love. Reserved, thirty-something María Dolz relies on a man and a woman she sees almost every morning in the café where she has breakfast. Still laughing and joking like the best of friends after years of domestic union, they are, she thinks, the Perfect Couple: a vision of marital bliss. “It was the sight of them together that calmed and contented me before my working day began,” María tells us. Without them, she felt depressed. Then one afternoon the husband is stabbed to death by a homeless man. A tragic accident? Or the perfect crime?

From this scenario and three books (Balzac’s Colonel Chabert, Dumas’s The Three Musketeers, and Shakespeare’s MacBeth), the acclaimed Spanish novelist Javier Marías spins an exquisite web of confessions, lies, and sticky half-truths. That’s only the beginning. For The Infatuations is not merely a tale of love gone wrong, it’s also an evocation of modern sexual manners, a meditation on the relationship between the living and the dead, and a dazzling portrait of the master criminal as a kind of gorgeous spider: careful, patient, venomous. Not since Tom Ripley have I met such a cunning, and envious, creature.

Marías himself likes to work in delicate circles. His sentences are long, conversational, circuitous, their tension constantly redirected by his characters’s shifting doubts, evasions, and desires. More than anything, his prose reflects the brooding tenor of María’s cautious, intelligent mind — a mind agitated by her contact with a widow’s desperate grief and a womanizer’s deft manipulations. For after the Perfect Husband dies, María Dolz falls in love with his best friend: a man she meets only in his apartment, only when he calls her. Thus does one infatuation pave the way for another.

Javier Marías’s has long been acclaimed as one of Spain’s most exceptional writers: an author who builds intoxicating cocktails of philosophy and noir. His masterful murder story culminates in an scene of unforgettable ethical ambiguity. The most sinister thread his novel, however, is the silken connection that Marías traces between crime and confusion. For when the killer is finally cornered, a smokescreen of doubt is enough to enable the unrepentant to escape:

“When you don’t know what to believe,” Marías writes, “when you’re not prepared to play the amateur detective, then you get tired and dismiss the entire business, you let it go, you stop thinking and wash you hands of the truth or of the whole tangled mess—which comes to the same thing.” [319]

In other words, hidden crimes go unpunished not because criminals can’t be caught, but because of our own unwillingness to undertake the burden of sifting truth from deception, crime from camouflage. Thus our apathy abets the spiders of this world.

MARCELA VALDÉS

Critical Mass, March 11, 2014

THE INFATUATIONS – WHY THIS BOOK SHOULD WIN

The Infatuations by Javier Marías rolled into its publication date with more baggage than the Coast Starlight, more anticipation than the Wells Fargo wagon in The Music Man.

Immediately, the griping and whining started. “It isn’t his best book.” “It isn’t as good as (fill in the blank with any of his previous books).” “I really loved the trilogy, but this…” “Knopf paid serious money for the book, did they know what they were getting?” I even heard someone suggest the book was slighted because of readership loyalty to New Directions, Marías’ previous publisher.

However, The New York Times, The Guardian, The Los Angeles Times, NPR, and Slate all made it through their reviews without an audible groan – and for good reason. This is a really good book.

Marías is writing in genre, and he appears to be having a hell of a good time doing it. It’s cerebral in ways similar to Frederick Knott’s Dial M for Murder. It’s less about the crime, less action, and more about the paths and perception – more philosophic than forensic.
I’ve read a boatload of mysteries, but I can’t remember one that does exactly what The Infatuations does. Not going to outline the plot, but the ending, no spoiler alert here, is dropped in your lap.

I love Marías. I don’t care if what he writes is High Fecking Art or not. And you shouldn’t either.

This book should win The Best Translated Book Award.

GEORGE CARROLL

Three Percent, March 12, 2014

Reseñas de ‘Comme les amours’

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COMME LES AMOURS DE JAVIER MARÍAS: UNE DÉAMBULATION TROUBLANTE DANS LE JARDIN DU BIEN ET DU MAL ….

«Vous me croyiez mort, n’est-ce pas, comme je vous croyais morte? Notre position est vraiment étrange ; nous n’avons vécu jusqu’à présent l’un et l’autre que parce que nous nous croyions morts, et qu’un souvenir gêne moins qu’une créature, quoique ce soit chose dévorante parfois qu’un souvenir.» Alexandre Dumas, extrait Les trois mousquetaires.

Editrice madrilène à l’existence discrète, lasse des atermoiements des auteurs dont elle a la charge, María prend chaque matin à proximité de son lieu de travail un petit-déjeuner qu’elle accompagne d’une contemplation: celle d’un couple dont la perfection enchante ses journées et en rend tolérable l’ennui.

Un émerveillement de courte durée quand elle apprend l’assassinat sauvage de l’homme, Miguel Desvern, producteur de renom et époux de Luisa avec laquelle il composait cette partition de conte de fées. Privée de tout optimisme, la vie de María reprend un cours sans saveur et lorsqu’elle croise à nouveau la femme elle ose enfin décliner son identité et lui révéler la joie que lui procurait leur couple. Dévastée par l’absence de l’être aimé, Luisa évoque la ténacité du chagrin et c’est par la petite porte des confidences qu’elle autorise María à entrer dans son intimité, lui présentant quelques proches dont le très séduisant Javier Díaz-Varela, qui fut l’ami de son compagnon. Très vite, le hasard mettra Díaz-Varela sur le chemin de María. De cette rencontre imprévue naîtra une mélodie bien plus sombre, une variation empreinte de duplicité où s’invitera un tout autre deuil: celui de la perte des illusions…

Unaniment salué de par le monde littéraire, le savoir-faire de Javier Marías prend dans ce roman une dimension de conte philosophique à faire pâlir d’envie Monsieur Perrault en personne. S’aidant d’une langue altière et impeccable dont il demeure l’un des indiscutables garants, Javier Marías livre une réflexion exigeante sur les insuffisances de nos jeux de l’amour et du hasard et c’est avec une cruauté délectable qu’il nous invite à méditer sur les roueries et petits arrangements dont peuvent s’entourer les plus nobles sentiments. En choisissant de se glisser dans la psyché et les palpitations d’une narratrice, il témoigne de sa vaste connaissance de l’intériorité féminine et de de sa disposition séculaire à tomber en amour pour ce qui lui échappe, laissant ainsi à l’homme un autre emploi bien connu: celui du prédateur à l’effleurement sensuel animé par la convoitise.

En filigrane de cette incursion dans la fable, Javier Marías se réapproprie avec agilité une autre thématique: celle de la mort et plus largement celle de notre faculté d’oubli. Car une fois la perte du proche acceptée, souhaitons-nous vraiment la réapparition des défunts dans nos vies? Ne préférons-nous pas l’espace cotonneux du souvenir? Une savante digression qu’il met en abyme en nous offrant une relecture admirable de modernité du Colonel Chabert auquel Honoré de Balzac fit dire cette phrase tristement célèbre «J’ai été enterré sous des morts, mais maintenant je suis enterré sous des vivants, sous des actes, sous des faits, sous la société tout entière, qui veut me faire rentrer sous terre.»

Un très grand roman, une écriture délectable parce que rare. Saisissant et venimeux . Beau et imparfait «comme nos amours»…

ASTRID MANFREDI

Laisse parler les filles (Blog), 18 Janvier 2014

COMME LES AMOURS

Si Laura Kasischke joue avec le lecteur et l’inconscient, Javier Marías place la manipulation au cœur même de son sujet avec une brillante déambulation dans les méandres de la conscience. Une performance à déconseiller aux amateurs de péripéties musclées, mais qu’apprécieront les passionnés de grande littérature.

À force de prendre son petit déjeuner chaque matin dans la cafétéria à côté de son bureau, María Dolz remarque l’heureuse complicité qui anime un couple d’habitués. Petit à petit, leur présence agit comme un rituel réjouissant avant de commencer une ennuyeuse journée de travail. Elle ne s’inquiète guère de ne plus les voir à son retour de vacances jusqu’à ce qu’elle apprenne que l’homme, Miguel Deverne a été assassiné de seize coups de couteau par un sdf déséquilibré qui l’accusait de vouloir spolier ses deux filles de leur héritage.

Bouleversée, elle rend visite à Luisa, sa veuve qui la reconnaît, l’accueille et lui confie vivre un chagrin insurmontable. Lors de cette entrevue, elle fait la connaissance du meilleur ami de la victime, Javier Díaz-Varela, un séduisant parleur dont elle pressent qu’il est amoureux de Luisa et avec qui elle entame néanmoins une liaison. Involontairement, María va se retrouver au cœur d’une conspiration diabolique en relation avec la mort de Miguel qui l’obligera à sonder ses propres gouffres, tester son courage, sa loyauté ou sa lâcheté, sa capacité à se convaincre d’une version ou d’une autre, suivant qu’elle apaise ses états d’âme ou non.

Que savons-nous de ceux qui nous entourent? De leurs pensées intimes, de leurs réelles intentions ou de ce qu’ils ont fait par le passé? Quelle vérité nous parvient d’eux au bout du compte? Et quelles mains invisibles pétrissent parfois notre propre destin? D’introspection en fausses pistes, de correspondances littéraires en rebondissements, Javier Marías élabore une réflexion machiavélique sur l’amour, la mort, le deuil et le travail falsificateur du temps.

Par une multitude de circonvolutions, toujours pertinentes, qui passent par une relecture étonnante du Colonel Chabert, ainsi que des références à Shakespeare ou Dumas, il diffuse, à dose homéopathique, un suspense dont les digressions étudient la moindre palpitation du cheminement de María. Mensonges, trahisons, autosuggestion alimentent cette construction philosophique complexe, qui explore chaque recoin de nos douteux arrangements avec la vérité et la morale.

BÉATRICE ARVET

La Semaine, 3 Novembre 2013